per la tutela dei diritti umani e per lo studio del danno alla persona

L'omessa indivuazione dell'agente patogeno infettivo, con ritardo nelle cure mirate e gravi danni, essendo di facile raggiungimento con esame privo di controindicazioni, configura grave negligenza.CASS.CIV.III SEZ.N.257/2011

CASSAZIONE CIVILE III SEZIONE N. 257 DEL 7 GENNAIO 2011 


                                                                                                               La Suprema Corte ha cassato completamente una decisione davvero incredibile della Corte d’Appello di Catania che, a sua volta, aveva capovolto una decisione del Giudice di prime cure che aveva invece condannato la Casa di Cura a risarcire gravi lesioni  patite a seguito di infezione non prevenuta, non diagnosticata e non curata.
Gli Ermellini hanno, infatti, ritenuto che non va mai dimenticato che la prestazione sanitaria deve essere sempre di assoluto livello “E' appena il caso di ricordare che le prestazioni sanitarie incidono su diritti costituzionalmente garantiti, quali sono il diritto alla salute ed all'integrità fisica, quando non alla vita”.
Ed ancora, se ricorrono tre condizioni, cioè:
a) una indubbia facilità nel pervenire alla diagnosi generale di infezione,
b) una certa difficoltà di individuare lo specifico agente patogeno - che i consulenti tecnici hanno detto essere raro a verificarsi - mitigata e neutralizzata però dalla semplicità dei mezzi a disposizione per la diagnosi, in quanto l'emocoltura è indagine largamente praticata e priva di controindicazioni, che permette di dissipare agevolmente ogni dubbio;
c) la notevole e prevedibile gravità delle conseguenze che possono derivare dalla mancata, tempestiva adozione di cure adeguate, a fronte di un'infezione che si riveli resistente agli antibiotici; donde l'obbligo del medico autenticamente sollecito della salute del paziente di ricorrere a tutti i mezzi a sua disposizione - per di più di agevole impiego - al fine di intervenire in modo efficace, ebbene , la prova della corretta esecuzione della prestazione - il cui onere è a carico del personale sanitario - avrebbe quindi richiesto la dimostrazione di avere adottato tutte le misure adeguate a prevenire l'infezione od a limitarne gli effetti, con i mezzi all'epoca disponibili.

Scarica la sentenza

 

associazione valore uomo

Napoli
info@valoreuomo.it
C.F. Associazione 94181520639