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Struttura sanitaria responsabile dei danni procurati al paziente sin dal momento dell’accettazione . CASS. CIV. III SEZ. N.26358/2013

CORTE DI CASSAZIONE - SEZIONE III CIVILE - SENTENZA 25 NOVEMBRE 2013 N. 26358
L’azienda sanitaria è obbligata a risarcire tutti i danni subìti dal paziente sin dal momento dell’accettazione al pronto soccorso. Infatti la sentenza 26358/13 ribadisce, una dottrina ormai consolidata, che i danni causati dal comportamento poco prudente del personale della struttura sanitaria generano una responsabilità di natura contrattuale che il giudice deve considerare anche in caso di diversa qualificazione prospettata dalla parte attrice.
 

La pronuncia fa riferimento al caso di una anziana paziente che, in attesa di ulteriori accertamenti, cadeva dalla barella senza protezioni procurandosi la frattura del femore.
La signora, per ottenere il risarcimento del danno subìto, si rivolgeva al Tribunale che rigettava la domanda attorea non ritenendo provati i danni sofferti. La Corte d’Appello, nel confermare il rigetto della domanda, riconosceva come possibile la responsabilità contrattuale, negando, però, il risarcimento poiché tale tipo di responsabilità non era stata invocata nel giudizio di primo grado.


La Cassazione, richiamando il principio generale del nostro ordinamento "iura novit curia", insiste sul fatto che: “il giudice ha il potere-dovere di individuare anche d’ufficio le norme giuridiche riguardanti la fattispecie concreta, spettando al suo ufficio la quantificazione della domanda, indipendentemente dalle indicazioni delle parti o dalla mancanza di tali indicazioni, dall’esattezza del nomen iuris attribuito nell’atto introduttivo”.


Riportandosi poi all’esatto inquadramento della fattispecie, la Cassazione evidenzia come la mancanza di protezione della barella e l’abbandono della paziente sono da considerare come elementi che individuano violazioni di obblighi contrattuali. “La responsabilità sia del medico che dell’ente ospedaliero per inesatto adempimento della prestazione ha natura contrattuale, con la conseguenza che trovano applicazione il regime proprio di questo tipo di responsabilità quanto alla ripartizione dell’onere della prova. Ed invero, se compete al danneggiato fornire la prova del contratto (o del “contatto”) e della insorgenza della situazione patologica e del relativo nesso di causalità con l’azione o l’omissione dei sanitari, resta a carico dell’obbligato - sia essi il sanitario o la struttura - la prova che la prestazione sia stata eseguita in modo diligente e che l’evento dannoso sia stato determinato da un evento imprevisto e imprevedibile” sottolineano i giudici della Cassazione.
In allegato il testo integrale della sentenza.

 

Cass_ Civ 26358 del 2013.pdf

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