per la tutela dei diritti umani e per lo studio del danno alla persona

Cass. Civ. III Sez. Ordinanza n. 7249 del 23/03/2018 : "La valutazione del danno non patrimoniale deve tenere conto complessivamente di tutti gli aspetti del vulnus arrecato al danneggiato a seguito della illecita condotta tenuta dal danneggiante".

 Le componenti del danno non patrimoniale, inteso come lesione di diritti costituzionalmente tutelati, risultano, da una parte, quella morale (e cioè la sofferenza interiore), dall’altra, quella dinamico – relazionale (consistente nella significativa e grave alterazione delle condizioni di vita quotidiane). Esse, pertanto, debbono dar luogo ad una valutazione che tenga complessivamente conto di tutti gli aspetti del vulnus arrecato al danneggiato a seguito dell’illecita condotta tenuta dal danneggiante. (…) Va pertanto ribadito: - per un verso, la autonomia, ontologica e normativa, della qualificazione del danno morale nell’ambito della lesione del diritto alla salute valutata sul piano dinamico – relazionale (piano che ad altro non corrisponde, nella fattispecie del danno biologico, se non alla componente esistenziale della sofferenza) in ragione della diversità del bene protetto; - per l’altro, la necessità di una valutazione unitaria del danno non patrimoniale sia nella sua componente biologica sia in quella morale
Presidente: Travaglino – Relatore: Ambrosi Irene

Sentenza_n° 7249

associazione valore uomo

Napoli
info@valoreuomo.it
C.F. Associazione 94181520639