per la tutela dei diritti umani e per lo studio del danno alla persona

Rivista N° 2 anno 04

(estratto dalla presentazione del V Convegno Internazionale Giuridico-Medico
“Il Risarcimento Integrale del Danno alla Persona “)

Nel 1999 organizzammo, a Napoli, il nostro 1° Convegno dal titolo “Il Risarcimento Integrale del danno alla Persona e scegliemmo di svolgerlo nel Maschio Angioino, quasi ad auspicare che la nostra attività di tutela del Valore dell’Uomo potesse essere forte come quel magico Castello che, nei secoli, ha retto a tanti assalti barbarici.
 

Il nostro prossimo appuntamento del 2004 sarà, finalmente, a Milano e, a dimostrazione del nostro costante impegno, abbiamo ritenuto di dare alla manifestazione lo stesso titolo di allora: si è, quindi, compiuto un ciclo!

Una decina di Convegni internazionali, regionali e locali, pubblicazioni, una rivista e vari seminari di aggiornamento hanno riempito questi nostri primi sei anni. Il Giudice Giovanni Battista Petti, che tenne a battesimo la neonata Associazione assumendo il coordinamento del Comitato Scientifico, predisse un radioso futuro purchè tutti noi fossimo stati sempre coerenti con le motivazioni che ci avevano indotto a farla nascere ed avessimo sempre bene a mente la chiave di lettura della Carta Costituzionale per poter cogliere le evoluzioni dei valori che essa esprime E quel sentimento di solidarietà sociale continua ad essere il motore della nostra attività, sostenuti e stimolati dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale che continuano a percorrere con rinnovato vigore e determinazione la strada in fondo alla quale sembra scritto a chiare lettere “Valore Uomo".
 

La definitiva introduzione del danno (non patrimoniale) esistenziale nel ns. Ordinamento Giuridico (Corte Costituzionale 233/03) costituisce un decisivo passo avanti, con l’ulteriore merito di aver lasciato lì, interpretandolo, l’art. 2059 c.c. del quale, pure, in tanti, auspicavano I ‘abrogazione ma che, esprimendo un valore nel raccordo con gli altri settori del diritto, andava mantenuto E siamo certi che la Consulta andrebbe ancora più avanti spazzando via quello scempio giuridico che è oggi la legge 5 7/2001, così come modificata dalla 273/02, sol se qualche Magistrato di merito, con vocazione costituzionale, sollevasse, compiutamente, il conflitto.
Ad oggi, infatti, le eccezioni sono state tutte rigettate per essere state inadeguatamente proposte.
 

Per quanto le due Supreme Corti abbiano ormai definitivamente indicato la strada da seguire, eliminando le, anche apparenti, contraddizioni nella materia, resta sempre necessario difendere strenuamente le posizioni di tutela del Valore dell’ Uomo Alcuni, infatti, sapendo che il lettore frettoloso legge solo le massime delle sentenze, che sono spesso difformi dallo spirito della pronuncia, talvolta denunciano l’insorgere di conflitti giurisprudenziali che nella realtà non esistono. E’ questo il caso della Responsabilità Professionale Medica.
 

Difatti, all’indomani della sentenza (n° 4400/04) della 3 sez. civile dello scorso aprile, cd. Segreto dal nome del suo Relatore, ci fu chi affermò la incoerenza della Suprema Corte che sarebbe passata da un presunto atteggiamento di favore verso il medico (SS. UU pènali 30328/2002) ad un criterio agevolato di accertamento della responsabilità. Ma, già nel corso del ns/ recente seminario di aggiornamento professionale “La Tutela Risarcitoria nella Responsabilità Professionale Medica” svoltosi a Roma nello scorso aprile, il dibattito consentì di bollare come inesistente questo pre sunto contrasto che, addirittura, uno studente di diritto alle prime armi avrebbe potuto dirimere con la semplice conoscenza della differenza tra il principio cardine di uno stato democratico in dubbio pro reo” e quello che è, invece, alla base delle obbligazioni contrattuali “del dovere di risarcire il danno ingiusto in mancanza di prova liberatoria”.
 

Se si parte, infatti, dalla pronuncia delle SS UU Penali 30328/2002 e la si raccorda con tutte le pronunce successi ve, civili, della Corte, ci si rende conto che esiste un progetto unitario secondo il quale si e inteso affermare, con forza, che il Medico deve poter svolgere con la massima serenità la sua Professione, unica per importanza e per obiettivi (salvare la vita al prossimo), tranquillo che la scure penai-punitiva dell’Ordinamento Statua/e agisca non con leggerezza ma nel totale rispetto del citato principio “in dubbio pro reo Salvo poi affermare (nel Civile) con determinazione, coerenza ed incisività sempre crescenti, che i diritti del singolo (alla salute e alla vita) trovano il correlato dove re nell’ obbligo contrattuale del sanitario (o della struttura) di curano e tenergli salva la vita, e fanno scattare tutto un meccanismo di presunzioni che spetta al medico vincere, cosi come spetta normalmente al debitore dimostrare ‘I “non colpevole” inadempimento.
 

E la Cassazione, con sempre più apprezzabile coerenza, è andata avanti in questo percorso; infatti, nelle ultime due pronunce della 3 sez civile, la 10297 e la 12273, ha ridimensionato la zona franca di cui all’art 2236 c c definendo bene gli ambiti della speciale difficoltà. Ditale evoluzione gli operatori della Giustizia, in specie i Consulenti, con l’aiuto dei Giuristi, devono prendere coscienza, perché e impensabile che una azione da colpa medica venga portata avanti senza il prezioso (e necessariamente preciso) aiuto dell’ ausiliario del Giudice.
 

E’ evidente che, come si dirà anche nel Convegno, le nuove frontiere della Medicina producono l’inevitabile conseguenza di aggravare i rischi poiché il sapere si diffonde sempre più e arriva dovunque e l’insuccesso è sempre meno
tollerato. E se aiuto vero dovrà essere, è chiaro che al Consulente bisogna formulare illuminati quesiti perché solo così egli potrà apportare, al processo, quelle informazioni tecnico specialistiche necessarie al Magistrato perchè si senta colto nell’ emettere la sentenza che conterrà un accoglimento o un rigetto dell’ istanza di giustizia che gli è stata rappresentata da chi ha perduto qualcosa, o qualcuno, prezioso e insostituibile, che non -avrà mai più indietro.

L’auspicio è che questo IV Convegno assolva a questo compito.
Ad maiora!!!


Giuseppe Mazzucchiello
Presidente dell’ Associazione Valore Uomo

associazione valore uomo

Napoli
info@valoreuomo.it
C.F. Associazione 94181520639