per la tutela dei diritti umani e per lo studio del danno alla persona

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Convegno 15 Novembre 2018 – Caserma Salvo D’Acquisto

 

La dignità dell’uomo di fronte alla malattia, al danno subìto, la necessità di rendere il paziente edotto di tutti gli aspetti medici che lo riguardano, il supporto alla sua difesa in caso di controversia, i nuovi criteri per l’assistenza e l’autodeterminazione nel fine vita, tutte le novità legislative delle Leggi 24/2017  e 219/2017 e  gli aspetti critici delle normative e della loro applicazione. Su questi temi si è sviluppato il dibattito organizzato dall’Associazione Valore Uomo a Roma, lo scorso 15 novembre, nella caserma Salvo D’Acquisto di Roma, dal titolo “L’incapacità ed il consenso informato tra sicurezza delle cure (legge 24/2017) e d.a.t. (legge 219/2017). La liquidazione dei danni”.

 

Ai lavori  del convegno, che era anche un corso di aggiornamento professionale, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza stessa con delega alla famiglia e alla disabilità, Vincenzo Zoccano, che ha portato i saluti del Governo agli esponenti delle Forze dell’Ordine, ai Magistrati, ai Medici Legali, ai Giudici di Pace, agli Avvocati ed agli addetti ai lavori che hanno voluto fornire il proprio contributo sul tema della tutela della persona.

 

“ E' una grande occasione per fare cultura, sensibilizzare, orientare le decisioni dei soggetti che operano nel settore dei danni alla persona e nella tutela della abilità residua di tutta l’Umanità, che in altri termini può essere sintetizzata con la definizione di Dignità, obiettivo che costituisce una priorità per chi, come noi, politici ed esponenti delle istituzioni, si impegna tutti i giorni per migliorare la qualità della vita dei cittadini - ha detto Zoccano in apertura dei lavori . – La dignità e la tutela dei cittadini devono essere al centro dell’opera di tutti, Magistrati, Avvocati, Medici, per creare sinergie nell’aiutarli nella risoluzione dei problemi derivanti anche alla frammentarietà delle leggi, per garantire la certezza del diritto e dei diritti di chi ha subìto un danno alla persona, dei più indifesi. Perché ricordiamoci che in un paese in cui vive meglio un disabile, viviamo meglio tutti…”.

 

I lavori, ai quali ha partecipato una platea di oltre duecento persone, sono stati  introdotti dal presidente del’Associazione Valore Uomo, Avvocato Giuseppe Mazzucchiello. “Il legislatore con le due importanti leggi del 2017 - la numero 24 che si è occupata della sicurezza delle cure e la numero 219 - ha inteso fornire, a tutti gli operatori, importanti riferimenti, questa volta normativi, per orientarsi nell’analisi del processo formativo preliminare all’assunzione delle decisioni sulla propria salute. La  219 va oltre, disciplinando anche tutto l’aspetto consequenziale all’autodeterminazione per i casi in cui il cittadino si trovi in situazioni di parziale o totale, temporanea o permanente, incapacità di prendere decisioni in pienezza di sè stesso, le DAT. La nostra Associazione – ha concluso Mazzucchiello - è in prima linea per aiutare a comprendere la portata di norme tanto importanti con forte incidenza sulla vita di tutti i Cittadini.

 

 L’Associazione Valore Uomo, nata nel 1998, su iniziativa di un folto gruppo di cultori del diritto e delle scienze antropologiche, coordinato dall'Avvocato Mazzucchiello, negli anni - anche grazie al lavoro di altri due Avvocati, i vice-presidenti Giuseppe Colapietro e Clementina Fafone –  ha prodotto numerose iniziative sul tema della difesa dell’Essere Umano, sul fronte della salute, dei danni e della dignita? di genere. L'Associazione, con sede a Napoli e Roma, vanta al suo interno l'apporto di professionisti del diritto, umanisti ed esperti delle diverse discipline giuridiche, impegnati nel dare risposte scientifiche e culturali al tema della tutela dei Diritti Umani in tutti i loro aspetti della vita sociale e giuridica.

 

Il convegno della “Salvo D'Acquisto” ha visto la partecipazione anche di  Laboratorio Forense, l'Associazione romano-laziale di Medicina Legale, la SISMEL (Società Interdisciplinare delle Scienze Medico Legali e Forensi), i Giudici di Pace rappresentati da UNAGIPA e Confederazione Nazionale e la Federmot, che raggruppa tutti i Magistrati Onorari dei Tribunale.

 

I “padroni di casa”, i Carabinieri dell'Arma, hanno rivolto attraverso le parole del generale Sabino Cavaliere un saluto agli ospiti, con riferimenti all’aspetto “umano” che caratterizza l’impegno di tutte le categorie, con le forze dell’ordine in prima linea, nell’opera di tutela dei diritti inviolabili dell'Uomo.

 

Al tavolo dei relatori, Paolo Voltaggio, presidente del Laboratorio Forense, ha richiamato uno dei temi del convegno, “la coscienza professionale che deve animare il lavoro di tutti noi”, mentre Giovanni Liguori, presidente della Sismel, ha parlato di “nuova spinta culturale che i Medici Legali possono aiutare a dare in armonia con le nuove leggi e in funzione della massima utilità del cittadino”.  Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio, ha partecipato dando un notevole apporto culturale e tecnico ai temi della giornata congressuale.

 

Per l’Avvocato Luigi Vingiani, segretario generale della confederazione nazionale dei giudici di pace, uno dei nodi di settore, per quanto riguarda “il nostro ruolo centrale”, è la definizione dei tempi certi delle cause, anche aumentando la produttività del lavoro visto che oggi in Italia “il numero dei magistrati ordinati è nettamente superiore a quello dei giudici di pace, mentre altrove il rapporto è invertito”. Stessa disponibilità a lavorare di più e meglio, con un coinvolgimento sempre maggiore nella gestione dei contenziosi, dopo l'innalzamento della franchigia, anche da Maria Flora De Giovanni, presidente dell’Unione nazionale dei Giudici di Pace, che ha a sua volta richiamato i temi della dignità dell’uomo, da cui partire sempre nella valutazione del danno, già evidenziati dal sottosegretario Zoccano.

 

Una metafora artica, polare, ha aperto invece la Lectio Magistralis del professor Gabriele Positano, consigliere di Cassazione, intervenuto sul tema “Diritti umani inviolabili tra Corte Costituzionale e Giurisprudenza”: «La Carta – ha detto - è come i ghiacciai, sembra immobile ma si muove lentamente… “, una premessa per poi elencare la successione di documenti e atti internazionali, dalla Dichiarazione universale diritti dell’uomo in poi, che sono alla base delle attuali norme sulla difesa della persona. In cosa consiste oggi il Valore Uomo?, si è interrogato Positano. «Di un insieme di diritti soggettivi, costituzionali, fondamentali, sulla cui base verificare il danno biologico ed esistenziale per arrivare alla definizione della sofferenza risarcibile, composta da tanti fattori, a volte di difficile percezione, l’ansia, la paura, la minaccia alla dignità…”. Ancora quella parolina, dignità, filo conduttore dei lavori e di quasi tutti gli interventi.

 

Lucida anche l’analisi del professor Enrico Marinelli, docente di Medicina Legale alla Sapienza di Roma, che ha ripercorso il tema dei risarcimenti dei danni sanitari, fin dalle prime “fughe” dal settore da parte delle assicurazioni americane. “La verità è che oggi almeno il 30% degli errori è prevedibile – ha detto – e i costi sociali di questa mancata prevenzione sono enormi per tutti, bisogna lavorare su questo, anche attraverso le linee guida, già architrave delle normative europee, che individuano gli elementi-sentinella. Ma dobbiamo fare anche un bagno di realismo affermando che in ogni caso la malasanità, gli errori, ci saranno sempre e comunque. In Italia purtroppo prevale la gestione del rischio, quando si è già verificato…”

 

Donatella Cerè, del Consiglio nazionale forense, ha auspicato una generazione di avvocati sempre più formata in modo specifico sulla materia, mentre il consigliere di Cassazione Domenico Chindemi si è soffermato sul consenso informato e sul fine vita, ricordando che in Italia, ancora oggi, un medico che stacca la spina a un paziente viene indagato e nonostante la legge 219, non saprebbe con certezza come comportarsi a fronte di una volontà espressa dal paziente, visto la difficoltà di muoversi tra volontà manifestata, discrezionalità, eventuali novità mediche e accanimento terapeutico. Per il giudice di Cassazione, Domenico Sestini, la parte più rilevante della legge n. 2472017 è quella che introduce le norme sulla conciliazione, “perché scommette sulla capacità preventiva di risolvere le controversie” ma che necessita della individuazione di esperti, di consulenti adeguati in grado di valutare nel concreto la possibilità e l’utilità di portare avanti un contenzioso. Sulla stessa linea Simona Zami, docente di Medicina legale alla Sapienza di Roma, che ha richiamato la necessità di uniformare le scelte dell'autorità giudiziaria sui Ctu, con l’indicazione di linee comuni nel valutare gli indicatori professionali.

 

Alessandra Zagarella, giudice di pace a Milano, ha fatto a sua volta notare come il passaggio di competenze dai 5mila ai 30mila euro per il suo settore potrebbe davvero coinvolgere maggiormente la categoria nella gestione di contenziosi sul risarcimento danno e l’autodeterminazione, al momento davvero limitati nei numeri. Il generale dei Nas Adelmo Lusi ha invece passato in rassegna tutti i settori nei quali operano i suoi uomini, molto spesso braccia a supporto dei Giudici nella valutazione di danni sanitari causati dai farmaci, dai dispositivi medici e perfino dai cosmetici.

 

Di dignità è tornato a parlare il professor Natale Mario di Luca, che, nella sua lectio magistralis su “Bioetica e Biotestamento”, ha citato Pico della Mirandola e il suo “Oratio de hominis dignitate”, ma anche i testi di Cornelio Agrippa rifacendosi a scritti rinascimentali, per enunciare la sua teoria del dubbio della coscienza sui temi del fine vita e dell’eutanasia, in tutte le dimensioni, da quella mistica a quella biologica, dubbi che si riflettono sulla capacità della scienza di venire incontro davvero a tutte le aspettative. Una chiosa che conclude un ragionamento critico sulla legge 219 e sulle D.A.T., che, a detta del Prof. di Luca, “censura una vecchia impostazione antropologica fondata sul rapporto fiduciario tra medico e paziente, influisce sulla libertà del medico, potrebbe alimentare il contenzioso anche sulla corretta espressione della volontà sul fine vita, su cui la norma è vaga”. Ma i dubbi interpretativi riguardano anche la possibilità del medico di disattendere le disposizioni, se cambiano le condizioni cliniche, se intervengono nuove terapie. “Si crea un rapporto sbilanciato tra medico e paziente in cui le disposizioni di quest’ultimo possono finire per spingere i medici a fare quello che decide il paziente, ad evitare trattamenti rischiosi per il paziente”. Dubbi anche sul tema del fine vita e sul fatto che la Consulta riesca a ottenere una risposta legislativa dal Parlamento entro l’udienza già fissata per il 2019, a proposito del caso di Dj Fabo.
Il professore Giuseppe Macrì, dell’università di Siena, ha toccato il temi della tutela dei bambini, del loro diritto alla salute, invitando i medici ad avere “le antenne della fragilità” nella valutazione dei danni, perché i minori lo sono di età ma non nei diritti, su cui tutti noi, “compreso Giudici tutelari e Avvocati”, dobbiamo avere una funzione fiduciaria, creare un team”.

 

Daniela Infantino, docente di Studi Umanistici all’Università di Trieste, ha parlato della 219 come di “una buona legge, ma ci sono lacune, perché è stata approvata in corsa”. «Non è rivolta all’Accademia, ai Giuristi, ma alle Persone, che sono strumenti nelle loro mani e vanno tutelati nell’applicazione delle norme stesse, come fa Valore Uomo con la sua azione». A chiudere, le parole di Alberto Bellocco, segretario della Sismel, che ha voluto stigmatizzare la metodologia di approccio portata avanti in tandem con l'Associazione Valore Uomo finalizzata non solo alla corretta valutazione del danno ma anche alla centralità dell'individuo in tutti gli aspetti delle procedure che coinvolgono i diversi livelli tecnici e giuridici.

 

Infine, momenti di autentica commozione quando il Professor Angelo Fiori, da sempre anima dell'Associazione e responsabile scientifico del convegno, ha voluto rivolgere il proprio saluto ai partecipanti, dopo aver assistito – a 92 anni - alle oltre cinque ore di interventi. «La capacità di comprensione del malato è molto importante, ma penso che la medicina abbia una grande capacità di penetrazione della mente del paziente, non si può pensare di farla diventare materia del paziente, bisogna avere fiducia nel medico, in grado da solo di catturare i sentimenti del paziente: che nessuno pensi di poter raggiungere davvero il cuore del paziente con il consenso informato più di quanto possa fare il suo medico...”. Applausi, qualche lacrima, sipario.

 

Valore Uomo riparte dall’affermazione della dignità, dalla declinazione del futuro ma anche dalla lezione immortale dell’anziano saggio con lo sguardo in avanti e la memoria nel passato.


 

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